“Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano, o i costi sono eccessivi. Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere.” Italo Calvino

Eventi Organizzati

04.06.2019 - Savignano s/P

Pesticidi - Siamo alla frutta



Un ottimo momento di discussione del tema pesticidi.
Un pubblico attento e curioso
Roberto Monfredini


16.04.2019 - Castelnuovo Rangone

Tzunami 5G



La serata del 16 Aprile all’incontro sulla nuova tecnologia 5G promossa da AIF ambientinforma, insieme a Medicina Democratica , ISDE , Legambiente, RIMSA  , è stata un momento importante di vera informazione in merito ad una nuova tecnologia che nei prossimi anni ci vedrà coinvolti tutti ( ora 5 città in Italia) dato l’elevato interesse delle multinazionali delle radiofrequenze e la quasi certa sudditanza della politica in materia.
Relatore della serata il dott. Andrea Vornoli , ricercatore presso l’Istituto Ramazzini di Bologna, centro nel quale da decenni si verificano gli impatti negativi sulla salute dell’uomo di svariati composti od elementi, amianto , metalli, pesticidi , etccc
Un milione di antenne per km quadrato, questa la cappa di frequenze nella quale ci troveremo avvolti , una scatola di trasmissione ogni 100 metri, insieme ai risultati concomitanti e sovrapponibili sui ratti in laboratorio, degli studi effettuati in USA e al Ramazzini su determinate cellule con esposizione per 3 anni al 2G, risultati che sono stati portati in Parlamento dal Ramazzini stesso pochi mesi fa in Commissione insieme a Legambiente e ISDE medici per l’ambiente nell’audizione della Commissione ad oc

Il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE e il Consiglio di Stato
Sentenza del Consiglio di Stato n. 2495 del 2015
“L’applicazione del principio di precauzione comporta dunque che, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da una attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri debba tradursi in prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali
Come noto, il richiamato principio di precauzione fa obbligo alle Autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l'ambiente, ponendo una tutela anticipata rispetto alla fase dell'applicazione delle migliori tecniche proprie del principio di prevenzione”.

Siamo ormai abituati purtroppo a scrivere leggi o a delegare al Consiglio di Stato di scriverle per poi non tenerne conto, forse in questo caso sarebbe opportuno che le leggi fossero utilizzate per tutelare la salute fino in fondo , senza creare nessun allarme,  visto anche che molte regioni in UE stanno fermando la sperimentazione del 5g, Bruxelles compresa, in quanto viene violato il principio che riporto del consiglio di Stato e anche l’art 191 del Trattato UE
Utile sarebbe accogliere il grido di allarme lanciato dal Presidente del Comitato Scientifico  di ISDE  dott. Agostino di Ciaula che rivolgendosi al Presidente del consiglio con una lettera accorata così concludeva:
Un minimo di prudenza sarebbe stato opportuno. Sarebbe stato opportuno che la somministrazione senza consenso informato del 5G fosse stata preceduta da un coinvolgimento concreto degli enti deputati alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Ministero dell’Ambiente, ISPRA/ARPA), dalla previsione di adeguati protocolli di monitoraggio, da una valutazione di rischio che tenga in adeguata considerazione le evidenze scientifiche disponibili, da una revisione in senso più cautelativo della inefficace normativa vigente e dall’adozione di tutte le misure utili a ridurre l’esposizione soprattutto dei soggetti più vulnerabili. A chi mi accuserà di allarmismo chiedo cosa sia peggio: essere allarmisti semplicemente perché si propone prudenza sulla base delle evidenze scientifiche disponibili o essere incoscienti e sottostimarle o addirittura ignorarle completamente in attesa di possibili danni misurabili solo a posteriori ? Le lezioni del passato sono importanti e non imparare dagli errori commessi è un lusso che non possiamo più permetterci.
Dott. Agostino Di Ciaula
Presidente Comitato Scientifico ISDE Italia (medici per l’ambiente)

Roberto Monfredini   
Presidente AIF Ambientinforma

9.11.2018 - Solignano di Castelvetro

Infrastrutture , Viabilità e Pedemontana


Tratto da LaPressa
Sala piena ieri sera per l'incontro 'Infrastrutture, viabilità e Pedemontana' organizzato da AmbienteInForma e Medicina Democratica a Solignano, moderato da La Pressa, alla presenza di Roberto Monfredini presidente Aif, del presidente di Italia Nostra Giovanni Losavio, dell'urbanista Lorenzo Carapellese, di Cinzia Franchini nelle vesti di consulente Adr e di Franco Piacentini dell'Associazione vittime della strada.
Al centro dell'incontro l'eterno ritardo (17 anni) nella realizzazione di un chilometro di extraurbana secondaria, la Pedemontana, finanziata dal 2010 e ancora incompiuta, con un progetto che comunque desta più di una perplessità per la presenza di rotatorie a raso che spaccano in due il territorio.
'Una serata che mi ha stupito per la partecipazione e che ha evidenziato soprattutto il fallimento nella programmazione infrastrutturale di chi è deputato a questo, la Provincia - ha commentato Monfredini -. La difformità progettuale tra gli assi a est e ovest di Castelvetro pone un serio problema in quanto la programmazione regionale con il PRIT 2015 prevede una strada classe C con una corsia per senso di marcia in previsione del raddoppio. A castelvetro si continua nella miscelazione del traffico pesante con il leggero, 5 rotonde in 5 chilometri e ovviamente è impensabile andare a sostituire in futuro una rotonda con un ponte'. 

Tanti gli spunti dai rilievi generali sugli aspetti legati alla tutela paesaggistica nella progettazione delle grandi opere sollevati da Giovanni Losavio (anche se in questo caso a bloccare i lavori fu un ricorso di una azienda privata, Inalca) al tema della incidentalità stradale con Franco Piacentini (doppia sul territorio delle Terre di Castelli rispetto alla media regionale e provinciale), dal tema delle esigenze del mondo imprenditoriale e di settore con Cinzia Franchini a quello della partecipazione sottolineato da Carapellese.


19.06.2018 - San Cesario

I rifiuti non finiscono mai di stupire ...La parola alle Aziende di recupero

Una serata molto interessante e chiarificatrice
Un settore , quello del recupero , che stenta a  sopravvivere ma che se debitamente ascoltato potrebbe portare posti di lavoro unitamente all'aumento della percentuale di recupero della materia.



1.12.2017 - Spilamberto

Etica Vaccini Salute

Una serata interessante dal punto di vista medico e giuridico. Sala gremita fino a tardi. Purtroppo si e' fatta sentire  l'assenza delle istituzioni (sia l'ordine dei medici di Modena che l'Ausl hanno declinato l'invito).



Slides mostrate durante la serata dal dott. Dario Miedico



Aif - Ambientinforma


23/06/2017 - Nonantola

Capire S.A.R.A. 



L'impegno congiunto dell'amministrazione e di uno dei massimi esperti a livello europeo di compostaggio a seguire e monitorare in maniera dettagliata e analitica i tre diversi step nei quali si sviluppa il progetto di raddoppio dell'impianto di compostaggio di via Larga di proprietà Inalca.
L'impegno del Comitato dei cittadini a continuare a portare le osservazioni sulle criticità rilevate ed illustrate ai cittadini agli enti competenti (Comune, Provincia Regione ed Arpa), e la disponibilità della comunità Tempo di Vivere, che in open source sta divulgando nei comuni un modello naturale di compostaggio di comunità capace di trasformare lo smaltimento di umido e sfalci, da costo per la collettività e risorsa per la collettività, a portare questa modalità, anche a Nonantola'.
Sono le principali conclusioni emerse ieri sera a Nonantola, nell'incontro pubblico promosso da Ambiente Informa e da La Pressa,  il cinema teatro Arena. La serata dal clima rovente non ha scoraggiato i cittadini a partecipare (circa 80 i presenti), all'appuntamento dove era atteso Enzo Favoino uno dei massimi esperti europei in materia di impianti di compostaggio.
Perché alla fine pur trasformando anche scarti vegetali, questi, nell'impianto di via Larga (in un area agricola interessata da circa 300 famiglie) rappresentano una parte del complesso mix di scarti industriali (compreso fanghi e rifiuti derivanti dalla trasformazione di scarti di origine animale prodotti dagli stabilimenti Inalca) che compongono in entrata la materia trasformata dall'impianto SARA di Nonantola (sempre di proprietà Inalca). in un compost a destinazione industriale.
Il timore di un'intera comunità, rappresentato negli anni nelle sedi istituzionali dal Comitato con specifiche osservazioni che hanno portato a denunce e diffide nei confronti della proprietà, è quello che con il raddoppio dell'impianto (fermo da sei mesi per consentire i lavori per il potenziamento autorizzato), i problemi non solo possano ripetersi ma amplificarsi. Problemi legati alla puzza che ha condizionato per anni la vita di un'intera parte di comunità, ma non solo: William Zoboli, del Comitato dei cittadini che in questi mesi ha esaminato più di 1000 pagine di progetto, ha puntato il dito anche sul fatto che l'azienda scaricherebbe l'acqua derivante dalla lavorazione nel cavo 'Dugarola' che insieme ad un altra rete di canali fa parte del sistema idraulico del 'Canal Torbido' tutelato dalla Legge 42/2004. Un vincolo tutt'ora vigente.
Dito puntato anche sulla tipologia di prodotto che uscirà dall'impianto, un cosiddetto 'Ammendante compostato misto' che pur destinato all'agricoltura (anche se in passato per la bassa qualità del prodotto stesso sarebbe stato distribuito gratis), potrebbe contenere materiali plastici, vetri, metalli, inerti e litoidi; materiale che sarà utilizzato dall'Azienda Agricola Corticella (sempre di proprietà del gruppo Inalca) 'nonchè' - si legge nell'atto autorizzativo - da stabilimenti produttori di fertilizzanti ed altre aziende agricole della provincia di Modena', andando così a cozzare (almeno sulla carta), con i vincoli imposti dalla direttiva per la produzione di Parmigiano Reggiano, tutelata dal relativo consorzio. 
Al netto che il raddoppio dell'impianto porterà il passaggio da una quantità di materiale conferito dalle 16.000 tonnellate annue alle 30.000 che comporterà il passaggio di 24 automezzi pesanti al giorno in entrata con picchi di 8 camion all'ora. 
Illuminante, nel merito della tipologia dell'impianto di Via Larga e del raddoppio previsto, l'intervento di Enzo Favoino, uno dei maggiori esperti europei (consulente del parlamento europeo), in materia di impianti e sistemi di compostaggio.  'Nel caso specifico di questo impianto pare che oltre a prevedere lavorazioni al chiuso, al fine di trattare le arie generate dalla lavorazione, lo strumento più indacato sia quello dei bio-filtri. Da quanto risulta nel nuovo impianto sono previste anche le cosiddette 'torri di lavaggio', presumo a monte del bio-filtro perchè questo aumenta la capacità di abbattimento del bio-filtro'. Un piccolo sospiro di sollievo nella platea accaldata, composta da molti cittadini che per anni hanno dovuto convivere e subire gli effetti insopportabili della 'puzza' proveniente dall'impianto.

'In situazioni delicate, come potrebbe essere questa - ha proseguito Favoino -  vengono chiuse anche le fasi di maturazione, per evitare le zone cosiddette parassite di produzioni di odori. Il grado di presidio deve dipendere dalla concentrazione di materiale, distanza dall'abitato, tenendo anche conto delle condizioni meteo-climatiche della pianura di padana che non consentono, come in altre regioni, la presenza di una ventilazione capace di disperdere gli odori. Elementi e valutazioni che sono pronto ad approfondire unitamente al Comune ed ai comitati mano a mano che i lavori di ampliamento procederanno'.
Considerazioni che l'Assessore all'ambiente del Comune di Nonantola, Enrico Piccinini, presente in sala, ha condiviso nell'ottica - dice - 'che ha sempre animato la nuova amministrazione fin dall'approvazione del progetto di raddoppio, arrivata a pochi mesi dall'insediamento della nuova giunta. Da subito, consapevoli sia dei problemi avuti in passato e alla storia dell'azienda anche nel merito delle criticità rilevate, abbiamo voluto porre dei paletti a garanzia dell'impatto del nuovo impianto, molti dei quali evidenziati nella relazione di Favoino.  Credo che avere ottenuto l'obbligo di verifica in 3 step delle fasi di raddoppio sia stato un grande risultato che ci consente di valutare in ogni passaggio l'impatto e se questo corrisponde all'applicazione degli strumenti di riduzione dell'impatto stesso. Faremo una mappatura degli odori, attraverso un censimento esteso alla popolazione che risiede nell'area al fine di intervenire più efficacemente, ottimizzare il lavoro di monitoraggio che intendiamo fare con i cosiddetti nasi elettronici'. Utiizzo di strumenti di ultima generazione non spesso disponibili (ARPA Emilia Romagna per esempio ne ha solo uno a disposizione), che l'esperto Favoino ha suggerito al Comune di chiedere all'azienda di contribuire a mettere a disposizione. 
In ultimo è stato affrontato la questione legata alla destinazione dell'umido e degli sfalci prodotti e raccolti nel comune di Nonantola e non solo. Perché la destinazione ad impianti come quello di via Larga, non solo sarebbe costosa (lo smaltimento di tale genere di scarti costa al comune circa 65 euro a tonnellata), ma non risponderebbe nemmeno alla produzione di un compost utilizzabile dalla comunità (perché miscelato con altri rifiuti e fanghi), come invece potrebe essere quello derivante da una trasformazione naturale, e appunto di comunità, degli sfalci e dell'umido. Soluzione che potrebbe trasformare lo smaltimento e la trasformazione degli sfalci e dell'umido in un'opportunità di risparmio prima, e di guadagno per tutta la collettività poi. Una soluzione possibile ora anche per la legge che consente impianti 'casalinghi' fino a dieci tonnellate. Una soluzione che per la propria comunità, e come servizio di consulenza a costo zero per i comuni dell'Unione Terre d'Argine, sta portando avanti l'associazione Tempo di Vivere. Rappresentata nella serata da Mario Romeo e da Antonio Ciao. 'Possiamo mettere a disposizione anche del Comune di Nonantola la nostra esperienza. Pensate che l'Unione Terre d'Argine paga più di 2 milioni di euro l'anno per smaltire umido, sfalci e ramaglie. Con il nostro sistema di compostaggio di comunità, basato sulla fermentazione naturale, produciamo a costi bassissimi compost di altissima qualità tale da essere utilizzato anche per l'agricoltura biologica. Dai cumuli creati che da soli raggiugono al loro interno temperature anche di 60 gradi, noi facciamo addirittura passare delle serpentine per la produzione di acqua calda ad uso domestico e con la quale riscaldiamo anche le nostre case. Siamo a disposizione per metterci a fianco dei cittadini e portare avanti queste soluzioni, ora consentite dalle legge, anche a Nonantola'

Soddisfatto Roberto Monfredini, di Ambiente Informa, organizzatore dell'evento: 'E' finito il tempo delle contrapposizioni che non portano a nulla. Questa sera sostituendoci ad una funzione che dovrebbe essere esercitata dal pubblico, abbiamo proposto una serata di analisi e di confronto di alto livello su un tema caro a tutta la comunità di Nonantola, avvaledoci di uno dei maggiori esperti europei dei sistemi di compostaggio. E siamo usciti da questa sala facendo un passo in avanti al quale ne potranno seguire tanti altri. Abbiamo costruito un nuovo percorso di dialogo e di collaborazione importante tra i vari soggetti coinvolti finalizzato a prevenire i problemi di un tempo e a garantire che il raddoppio dell'impianto (posto che sia realizzato), avvenga con l'adozione delle più moderne tecnologie in termini di impatto. Comiitato dei cittadini, esperti del settore, amministrazione pubblica insieme in un percorso basato sulla conoscenza e su un modo maturo e consapevole di affrontare i problemi al fine di costruire nuove e possibili soluzioni'

Gianni Galeotti

20/04/2017 - Marano sul Panaro

Il Fiume Vivente trent’anni dopo.


Una Conferenza sull'evoluzione ambientale del fiume Panaro negli ultimi decenni
Il fiume è un ecosistema complesso, in realtà è da considerarsi a tutti gli effetti una successione di ambienti in costante evoluzione. Greto, terrazzi fluviali, alveo, boschi ripari, ecc, costituiscono nicchie ecologiche di grande interesse per il nostro territorio. Ambiente vitale per la presenza di acqua, corridoio ecologico strategico per la sopravvivenza della biodiversità, il fiume si rivela spesso all'opinione pubblica solo in occasioni tragedie come alluvioni dovute al dissesto idrogeologico, ecc.
La situazione in cui versa oggi il fiume è il frutto di decenni di rapina, di abbandono e di interventi a dir poco errati nella sua gestione complessiva.
Ma come sta in realtà il fiume Panaro?  A trent’anni dalla prima relazione ambientale sul Panaro (Il Fiume Vivente, 1986), giovedì 20 aprile, presso il Centro Culturale di Marano sul Panaro (Via 1° Maggio), alle ore 20:30, si è tenuta una conferenza a carattere divulgativo sulle modificazioni naturali e antropiche avvenute nel fiume nel corso degli ultimi trent’anni.
A parlarne sono stati tre esperti del settore:  il Prof. Giovanni Tosatti - già docente di Geologia Applicata e Ambientale Università di Modena e Reggio Emilia (Evoluzione morfologica e dissesto idrogeologico del bacino del Fiume Panaro); Renzo Rabacchi - Museo Civico di Ecologia e Storia Naturale di Marano s/P. (Gli adattamenti della vegetazione e della flora ai cambiamenti ambientali nel fiume Panaro); Dott. Mauro Ferri - Museo Civico di Ecologia e Storia Naturale di Marano s/P. (Evoluzione della fauna spontanea ed esotica nel fiume Panaro).

Enti promotori: 
Museo Civico di Ecologia e Storia Naturale di Marano s/P.; AIF-AmbienteInForma;  Presidio Paesistico Partecipativo del Contratto di Fiume-Paesaggio del Medio Panaro; Università Popolare Natalia Ginzburg.

13/03/2017 - Fiorano Modenese

Aria Malata

In una sala gremita all’inverosimile , ieri sera a Fiorano  si è affrontato un tema che ormai è diventato di dominio pubblico , con i ripetuti segnali di allarme che le centraline ARPA ormai ci danno quotidianamente, e che fronteggiamo con lo spegnere l’auto un giorno e guardando il cielo sperando nella pioggia o nel vento.

L’ARIA MALATA ,  AIF  ha deciso di parlarne con tre dei massimi esperti in Italia e non solo , la  presenza di Lombroso , della Gentilini e di Ganapini  ha permesso che  la malata ARIA  venisse messa sul  lettino per essere visitata dal punto vista dei cambiamenti climatici , per le sue ormai intrinseche modificazioni , e per gli effetti che porterà alle future generazioni, facendoci un po’ vergognare come genitori e nonni del meccanismo spesso fuori controllo creato.

Ringraziamo TRC per la sua presenza , il Comune di Fiorano per averci gentilmente affittato la sala , l’Amministrazione di Fiorano con  la sua presenza, tutti coloro che ci hanno aiutato  nella diffusione e realizzazione della serata ,  ma soprattutto i tre relatori che sono riusciti ad emettere alla fine una diagnosi e probabilmente una terapia, ed invito  tutti quelli che non hanno potuto essere presenti ,di rivedersi la serata su Youtube  AIF Ambientinforma fra due giorni, soprattutto le Amministrazioni pubbliche , che potranno dallo stato di fatto enunciato dai relatori , trarre degli spunti di riflessioni per le scelte in materia future .

Ancora grazie al pubblico presente ed ai relatori 

Il Presidente di AIF Monfredini Roberto

18/11/2016 - Fiorano Modenese

Rifiuto ? No risorsa !!



La presenza di  ATERSIR , dott. Ori Mario  ,del Sindaco di Savignano  ing Caroli , dell’Ing Girardi ,  garantiva al pubblico una disanima del problema plastica come preventivato , ma la plastica è stata relegata a semplice componente della raccolta differenziata in quanto successivamente tutti gli animi si sono accesi , a volte forse anche superando i limiti , nel descrivere i dati impietosi che ormai ruotano nella nostra Regione attorno al problema rifiuti.Il progetto Dea Minerva ,come accennato dal Sindaco di Savignano ora si è trasferito anche ad altri prodotti della RD , e questo viene ritenuto in contrasto da ATERSIR ,con impegni sottoscritti dagli stessi Comuni rappresentati in ATERSIR, quindi una  sospetta illegittimità del progetto .Da Regione virtuosa a Regione agli ultimi posti come  presenza di comuni Ricicloni ( Legambiente 2016 ), un declino legato alla presenza di 8 inceneritori sparsi nella Regione in contrasto con le direttive comunitarie che dovrebbero vedere una riduzione dei rifiuti ,mentre nel nostro caso i rifiuti aumentano .La presenza degli ASSIMILATI ai RSU, che ormai rendono dati di raccolta differenziata un dato molto discutibile , spesso falsato da questi rifiuti differenziati  industriali , disciplinati da regolamenti comunali , che sommati a quelli urbani portano a leggere quei valori del 75% come valori virtuosi ,quando in effetti e visibile a tutti la presenza di rifiuti indifferenziati strabordanti dai cassonetti stradali .Per concludere la  presenza in sala di un autorevole imprenditore del settore ,membro di Confindustria che ha letto criticamente la situazione paradossale della nostra Regione ,ha fornito con il dibattito una chiave di lettura della nostra situazione in merito, che non può certamente perdurare, anche perché lo stesso Piano Gestionale dei Rifiuti della RER del 2016 – 2020 impone drastiche riduzioni degli stessi a monte , ed un diverso sistema di raccolta a valle .Cordiali saluti Dott Monfredini roberto

10/10/2016 - San Cesario

Vivere respirando montagne di Vetro




Avevamo pensato con la Sabina noi di AIF  e il comitato no IPA , ad una serata che affrontasse il problema della qualità dell’aria con validi esperti in campo medico , per chiarire serenamente eventuali rischi per la popolazione senza fare nessun allarmismo.
Tutto è andato invece oltre ogni aspettativa , affluenza record , gente in piedi fino a mezzanotte e serata conclusa solo per il giusto rientro dei relatori, altrimenti con gli animi accesi si sarebbe protratta oltre qualsiasi orario.
La presenza del Sindaco , dell’Assessore all’ambiente , e del dott Miserotti di Piacenza , vice presidente ISDE , Medici per l’Ambiente , della dott.ssa Borella dell’Universdità di Modena , del prof Morandi , primario di Chirurgia toracica al policlinico,  ha permesso di affrontare il problema dal punto di vista sanitario mettendo in luce cosa vuol dire vivere in una Regione ,la più inquinata d’Europa , e cosa significa  in questa Regione autorizzare attività di questo tipo.
È emersa la fragilità nella applicazione del principio di precauzione, come ha semplicemente spiegato il dott Miserotti , solitamente si tende a valutare o a richiedere valutazioni terze dopo la approvazione, a posteriori ,  e non prima , sovvertendo lo stesso,  e vanificando lo spirito legislativo .
Basterebbe avere la lavorazione invece che a cielo aperto a cielo chiuso ,  questo impedirebbe alle polveri di essere liberate sia nel ciclo lavorativo che dai cumuli con il vento
I dati ARPAe della conferenza dei servizi del 2016 hanno messo in luce che si può arrivare ad una presenza di 25000 particelle di vetro per mc di aria, da 1 a 10 micron ,  valori elevatissimi che devono fare riflettere tutte le istituzioni ,con valori che rispetto al 2012 sono in netto aumento, e quindi rendendo di fatto inutili tutti gli interventi istituzionali fino a qui emessi o “applicati “.
Come per la serata del Febbraio 2016 , in merito ai conglomerati bituminosi , alle diossine liberate , AIF fece da cassa di risonanza al timore degli abitanti di S Cesario , ieri sera è accaduto qualcosa che ha nuovamente unito i cittadini , questa volta pare con il desiderio di decidere del proprio futuro per lasciare ai figli una terra respirabile .
Probabilmente a fine serata molti presenti hanno ricevuto maggiori chiarimenti dagli esperti , compreso gli eventuali rischi di tale attività , compreso che le particelle a seconda della grandezza possono anche entrare nel torrente circolatorio , e soprattutto compreso che la industrializzazione  ha risvolti che se non sono gestiti correttamente  può causare gravi danni , ma soprattutto che occorre una presa di coscienza , come hanno dato i cittadini stessi  , per pretendere che i capisaldi della vita siano tutelati .

Il presidente di AIF  Ambientinforma
Dott Monfredini Roberto

24/06/2016 - Castelnuovo Rangone

PSR 2014-2020 UN APPUNTAMENTO PER PARLARE DI INVESTIMENTI NELLE IMPRESE AGRICOLE E AGROINDUSTRIALI E DI CONTRIBUTI PER PROGETTI DI PROMOZIONE OCM VINO


L'evento sulle opportunità che il PSR 2014-2020 e l'Organizzazione Comune di Mercato possono offrire alle aziende agricole e agroindustriali ed anche vitivinicole si è tenuto nella serata del 24 giugno 2016 presso la Sala delle Mura a Castelnuovo Rangone in Via della Conciliazione 1/A.
I lavori sono stati aperti dal Dottor Roberto Monfredini, Presidente di AmbientInforma e sono proseguiti con gli interventi dei referenti della Regione Emilia-Romagna per le misure di finanziamento offerte dal Piano di Sviluppo Rurale e dell'Organizzazione Comune di mercato nel comparto vitivinicolo.
Il Dottor Fabrizio Roffi del Servizio Competitività delle Imprese Agricole e Agroalimentari che si occupa di Programmi Comunitari di insediamento giovani agricoltori e di investimenti nelle aziende agricole ha relazionato sul cosiddetto "Pacchetto Giovani" ovvero della misura 6.1.01 che concede aiuti all'avviamento d'impresa per giovani agricoltori e della misura 4.1.02 che finanzia investimenti in aziende agricole per giovani agricoltori già beneficiari del premio di primo insediamento.
La relazione del Dott. Fabrizio Roffi si è conclusa con la misura 4.1.01 rivolta agli investimenti nelle aziende agricole con approccio individuale e di sistema che non rientrano nel "Pacchetto Giovani".
Il Dott. Marco Calmistro Responsabile Servizio Competitività delle Imprese Agricole e Agroalimentari della Regione ha parlato della misura 4.2.01 che offre opportunità di investimenti rivolti ad imprese agroindustriali in approccio individuale e di sistema.
Ha proseguito la relazione illustrando la misura 7 nell'ambito dei contributi per progetti di promozione OCM vino del programma nazionale di sostegno al settore di cui al Regolamento UE 1308/2013.
Il Dott. Mauro Fini del Servizio Programmazione e Sviluppo Locale integrato che si occupa di agriturismo e multifunzionalità rurale ci ha illustrato la misura dedicata 6.4.01 per la creazione e lo sviluppo di agriturismi e fattorie didattiche.
Dopo questa prima parte sono seguiti gli interventi del Dott. Paride Piccinini che è entrato nel merito del ruolo e delle competenze dei tecnici agrari nello sviluppo dell'attività agricola collegato con le misure del PSR e del Dott. Gianni Tagliavini del Gruppo Banco Popolare circa le opportunità di accesso al credito per le aziende agricole ed agroalimentari anche in associazione con i finanziamenti offerti dal PSR medesimo.
Vista la ricchezza di argomenti trattati e dopo aver dato risposta ad alcune domande, l'incontro è terminato nella tarda mezzanotte.
Ai seguenti link è possibile reperire i contenuti esposti durante l'incontro, le informazioni con riguardo ai bandi regionali e nello specifico delle risorse, dei beneficiari, delle spese ammissibili, del tipo di sostegno concesso, dei termini di presentazione delle domande e delle relative modalità di presentazione, nonchè di tutti i documenti correlati ovvero testi dei bandi ed eventuali integrazioni, manuali e/o modulistica, domande e risposte frequenti.
Investimenti rivolti ad imprese agroindustriali in approccio individuale e di sistema 4.2.01


Investimenti in aziende agricole in approccio individuale e di sistema 4.1.01
Pacchetto giovani: tipo di operazione 6.1.01 “Insediamento dei giovani agricoltori” e tipo di operazione 4.1.02 “Ammodernamento di aziende agricole dei giovani agricoltori”
Creazione e sviluppo di agriturismi e fattorie didattiche 6.4.01
Contributi per progetti di promozione Ocm Vino – misura 7

Si mette a disposizione la presentazione del Dott. Gianni Tagliavini per quanto rigurarda le opportunità di accesso al credito fornite dal Gruppo Banco Popolare.

 Aif - Ambientinforma

19/06/2016 - Castelvetro di Modena

La cruda verità sul cibo

Splendida serata svolta nella magnifica cornice del centro storico di Castelvetro, direttamente nel cuore delle maggiori aziende alimentari bovine d’Italia.
Il tema è stato introdotto dal dott. Roberto Monfredini medico veterinario e presidente AIF che ha illustrato le peculiarità dell’industria della carne nella provincia di Modena, raccontandone sia i metodi di allevamento che della produzione.
Si è proseguito con la visione del Film documentario “COWSPIRACY”.
Il film segue il percorso di maturazione del coregista Kip Andersen, ambientalista fortemente impegnato nel tentativo di ridurre l'impatto dell'uomo sul pianeta. Dopo diversi anni in cui dedica molta attenzione, in maniera quasi ossessiva, a comportamenti ecologisti, come lo spostarsi in maniera ecosostenibile, l'utilizzare l'acqua con parsimonia e così via, Andersen si imbatte in una ricerca che indica come l'impatto dell'industria animale, sia quella intensiva che quella biologica, sulla Terra sia enorme, in termini di deforestazione, consumo di acqua e spreco di risorse.
A ciò si accompagna la scoperta che le principali associazioni ambientaliste, intente a criminalizzare le industrie del petrolio e del gas, le multinazionali e gli altri target abituali delle loro battaglie, non puntano il dito control l'industria animale, ignorando anzi completamente il tema. Nonostante negli anni diversi studi scientifici, diffusi da istituzioni di alto livello come la FAO o la NASA abbiano diffuso l'allarme, questi dati passano misteriosamente sotto silenzio. Un silenzio imbarazzante da parte delle organizzazioni che si impegnano quotidianamente a diffondere stili di vita più sostenibili, ma che evitano accuratamente di toccare il tema della riduzione dei consumi di carne e dei suoi derivati.
Andersen decide di scoprire da cosa nasce questa paura, cercando di fare luce sulle motivazioni che spingono associazioni come Greenpeace, Sierra Club, Surfrider Foundation e Rainforest Action Network a celare queste informazioni, e di conseguenza a non includere tra i comportamenti da adottare per salvare il pianeta la riduzione del consumo di carne, pesce e prodotti derivati. Al termine del suo percorso di indagine diventa consapevole che, per ridurre l'allevamento intensivo e raggiungere l'impatto maggiormente positivo sulla vita dello stesso, la soluzione maggiormente efficace consiste nello smettere di consumare carne e nello scegliere di adottare un regime di vita vegano.
Uno spaccato della realtà in cui viene evidenziata la cruda realtà degli allevamenti intensivi causa del 51% del surriscaldamento globale, in parte per gli inquinanti residui difficili da smaltire ed in parte per la deforestazione attuata al fine di coltivazioni per alimentazione animale.
Alcuni dati forniti :
per un hamburger sono necessari circa 2.600 litri di acqua , l'equivalente di due mesi di docce
il consumo di suolo pro capite per una dieta onnivora si aggira attorno i 18 campi di calcio contro uno solo per una dieta vegana
le cause del surriscaldamento globale sono per il 18% dovute all'inquinamento umano e per il 51% agli allevamenti intensivi animali
Alcuni utili link :
Sito originale   http://www.cowspiracy.com/
Tutti i riferimenti documentali del film http://www.cowspiracy.com/facts/
Finale in crescendo con l’illustrazione dei pregi sia etici e morali che salutistici di una dieta vegana, vista con gli occhi di un medico quale è la dott. Pizzi Mirella, specializzata in Neurologia e Neuropsichiatria infantile ed esperta in alimentazione naturale per la vera prevenzione e cura delle malattie.
Da lei abbiamo appreso quanto tutte le sostanze necessarie all’uomo siano contenute nella frutta e nella verdura e quanto queste possano essere utili alla prevenzione di varie malattie tra cui il male del secolo.   
Ambientinforma

22/05/2016 - Castelfranco Emilia

La Mafia Grigia

Nell’immaginario di AIF , Ambientinforma , la giornata del 22 Maggio appena trascorsa , era paragonabile a quella di un pittore che   immagina il quadro nella mente,  ma che  spesso con la mano non riesce a tradurre ciò che occhi e cuore vorrebbero , ieri invece per magia il quadro immaginato si è realizzato , i colori si sono amalgamati  e l’opera è volata sulla tela tanto che alle 20,30 nessuno si era accorto del tempo trascorso , e 4 ore a parlare di illegalità a tutti parevano all’inizio problematiche.
Cosa è emerso dalle parole degli ospiti , che  il comportamento  illegale / mafioso  si è modificato nel corso del tempo , la nostra terra è diventata luogo di conquista economica , di riciclaggio , di accondiscendenza bonaria , la mafia stessa non è più quella dell’immaginario collettivo, ma si veste con menti raffinate , con movimenti spesso di opere e non di capitali , non appare se non marginalmente l’intimidazione , ma si usa il territorio per riciclare il denaro spesso sepolto sotto terra nel sud ( denaro che puzza di muffa ).
È la capacità di insinuarsi nella vita quotidiana , di apparire fragile , insicura , bonaria , carezzevole , di attrarre le simpatie o l’indifferenza , di fare affari con tutti , Comuni compreso , che ha reso un rapporto familistico tipico della nostra terra , accondiscendente con  un rapporto malavitoso, tanto che ad essa ti rivolgi per avere il maltolto, il milione di euro in contanti , vedi processo Aemilia  .
I relatori hanno identificato la Mafia Grigia ,come quella zona di mezzo tra la legalità e l’illegalità , nei trasporti , nel movimento terra , nelle cave , nelle false cooperative , nelle false associazioni , nell’edilizia che appare e scompare ,una mafia intelligente che va a scuola e studia, quel cuscinetto tra il sistema democratico ed il cittadino , quell’area grigia che permette di interpretare  e di adattare la democrazia.
Come ha detto benissimo  l’ex Procuratore capo Zincani,  la società italiana deve modificare  il proprio rapporto con l’economia , deve cambiare profondamente se vuole risolvere i suoi problemi .
Possiamo affermare che quelle 4 ore  volate  con la bravura del giornalista Li Donni che ha saputo magistralmente porre l’obiettivo ogni volta sui temi attuali , hanno rappresentato un altro scalino per comprendere  quali rischi corre la nostra società se sottovalutiamo il problema o se si continua a pensare ai piccoli vantaggi personali rispetto ai beni collettivi .
Per AIF il Presidente  Monfredini Roberto

06/04/2016 - Vignola

Serata informativa sul Referendum del 17/4/2016 sulle Trivelle 

Le Ragioni del SI'


 

 

 

 

 

 

  

Grande partecipazione alla serata che si è tenuta mercoledì sera a Vignola sul referendum sulle trivelle. Sono intervenuti Roberto Monfredini, presidente di Ambientinforma, Omer Bonezzi presidente di Spilamberto Cittadinanza Attiva e il geologo Marco Aleotti. 
Questo referendum è molto importante, rappresenta un’opportunità per mettere una scadenza alle estrazioni di gas e petrolio nel nostro mare. Scadenza che è stata cancellata da un emendamento inserito nella legge di stabilità e votato in blocco con la fiducia. Quando il metodo è poco democratico e trasparente, è lecito dubitare della stessa sostanza.
Il Governo suggerisce l’astensione,  probabilmente commettendo addirittura un reato secondo quanto stabilito dalla legge elettorale per chi “si adopera ad indurre gli elettori all’astensione”.
L’Emilia Romagna detiene l’80% dei pozzi di estrazione, eppure non rientra nelle 9 regioni che hanno promosso il referendum, nonostante l’importanza del turismo sulle nostre coste adriatiche.
Aleotti fa il punto sulla durata delle concessioni: “Le concessioni rilasciate non possono essere illimitate, devono avere una scadenza, altrimenti non sono concessioni, sono altro. Le concessioni entro le 12 miglia sono 35, di cui 14 sono fuori produzione non perché il petrolio sia esaurito, ma perché la compagnia petrolifera ha deciso che in questo momento non conviene estrarlo. Oggi le estrazioni sono in netto calo perché il prezzo del petrolio è ai minimi storici. Dare concessioni a tempo illimitato significa fare al petroliere un regalo inammissibile, dandogli la possibilità di decidere a suo piacimento se e quando estrarre. 
Le royalty in Italia sono le più basse al mondo. Inoltre esiste una franchigia al di sotto della quale non si pagano.
Il petrolio e i gas estratti nel Mediterraneo rappresentano appena l’1% del nostro fabbisogno. Se noi dovessimo usare solo le nostre risorse, quelle certe e quelle probabili, avremmo energia per non più di tre anni. Va anche detto che il gas e il petrolio sono di proprietà di chi li estrae e la compagnia petrolifera può benissimo destinarli ad altri paesi. È necessario cambiare, smettere di estrarre fonti fossili e orientarsi davvero verso le fonti rinnovabili che creano molti più posti di lavoro. Il referendum del 17 aprile è una grande occasione di cambiamento.
Il presidente di AIF Ambientinforma  
Dott. Roberto Monfredini
     

 

18/03/2016 - Vignola 

Da Rifiuti a Risorse - Cambiare si puo'

 

 

 Dalla serata di venerdì sera, organizzata da Aif Ambientinforma sul tema dei rifiuti è emerso con forza un quadro preciso delle criticità nella gestione del servizio nei nostri comuni e chiari esempi dei nuovi modelli improntati verso la strategia “rifiuti zero” e il conseguimento dei parametri imposti dall’Europa entro il 2020. 
Maria Chiara Rodeghiero, presidente dell'Associazione Italiana Esposti Amianto e membro di Medicina Democratica, assieme all’avv. Bortolotto che segue il caso della Valdastico, hanno confermato che molti problemi sono legati agli illeciti in materia di smaltimento dei rifiuti industriali. I rifiuti tossici delle acciaierie della zona venivano scaricati nottetempo sul fondo scavato per l’autostrada A 31, e solo la collaborazione tra cittadini che hanno fatto segnalazione, Associazioni e autorità ha permesso di fare luce su uno scandalo che altrimenti sarebbe rimasto irrisolto. 
In Italia –  afferma l’On. Zolezzi, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite dei rifiuti – siamo appena al 25% della strada da percorrere verso l’obiettivo del ciclo completo dei rifiuti e l’Emilia Romagna è tra gli ultimi posti. Gestire i rifiuti in autonomia porterebbe 195mila posti di lavoro, 2.000 posti in più per la provincia di Modena. Si tratta – continua Zolezzi – di togliere gli appalti a società come Hera, indebitate per miliardi di euro, e di gestire i rifiuti in proprio, con impianti di compostaggio comunali e la vendita diretta dei materiali differenziati, scavalcando anche i consorzi che ne bruciano la metà. Zolezzi ha poi dimostrato con i dati Isprambiente, che nei Comuni lombardi gestiti in proprio il costo annuo del servizio si attesta sui 79 € procapite, contro i 189 € dei Comuni gestiti da TEA. La maglia nera va ai Comuni gestiti da Hera Spa, con 218 € di costo annuo procapite, il più alto a livello nazionale. Ed è ancora l’Emilia Romagna assieme alla Toscana a detenere un altro record negativo, quello della maggior produzione dei rifiuti; non è un caso che nelle due regioni ci siano rispettivamente 8 e 5 inceneritori.
Dopo l’intervento dell’Ing. Francesco Girardi, ideatore del progetto Capannori e Tivoli, non ci sono più scuse. Le soluzioni ci sono, basta copiare i numerosi esempi dei Comuni virtuosi. I nostri amministratori non possono continuare a demandare il servizio rifiuti, da cui dipende gran parte della qualità dell’ambiente, ad una gestione privata e monopolistica. I contratti con Hera, per quanto rinnovati, e i piani finanziari addebitati ai Comuni dietro la schermatura di Atersir, non potranno rappresentano una svolta nella gestione dei rifiuti e difficilmente si raggiungeranno i livelli di efficienza ed economicità già raggiunti altrove da anni.
 Il Presidente Roberto Monfredini

 

26/02/2016 - San Cesario

Puzza di asfalto bruciato ..quali problemi per la nostra salute?

   

Importante serata potremmo dire , obiettivo centrato ancora una volta  da parte di  AIF Ambientinforma, che ha voluto allargare la propria territorialità uscendo dal “confine” dell’Unione Terre di Castelli, per andare nel regno della cave e del bitume ( volgarmente gli asfalti e il cemento ) di S Cesario e Spilamberto .
La presenza di una sala piena con gente in piedi fino alle 24, il livello  dei relatori , il professor  Luciano Forlani, docente alla Facoltà di Chimica Industriale dell’Università di Bologna  , il dott. Odorici Fabrizio del Comitato Bazzanese Ambiente e Salute ,della Consigliera Comunale di S Cesario Sabina Piccinini, e la presenza inaspettata dell’imprenditore sig Lucchi ,con il suo tecnico Aziendale ,  ha creato le basi perché il problema puzza e inquinamento venisse dibattuto con vemenza nella sala gremita .
La  sola mancanza delle istituzioni , nonostante siano state invitate  ( solo la presenza dell’assessore all’Ambiente del Comune di S Cesario ), segna ancora questo percorso difficile di trasparenza e comunicazione tra le Istituzioni e i cittadini , percorso nel quale AIF vuole recitare la parte difficile di cassa di risonanza e principale motivazione della sua nascita  .
Dato certo emerso è che la criticità di tali impiantistiche è elevata , la loro collocazione come aziende insalubri le pone certamente in quella nicchia di strutture che per essere autorizzate dovrebbero fornire garanzie al 100  % della impossibilità di nuocere alla salute .
La puzza che quotidianamente viene respirata ,è certamente un segnale preoccupante con un impianto in territorio di Spilamberto ma al confine  con S Cesario , e questo aspetto è stato sottolineato da molti interventi .
Logicamente ora che sono emerse in modo potremmo dire scientifico, le criticità emissive , ( diossine , IPA ) nei vari punti di lavorazione, resta alle istituzioni ( ARPA, Provincia, ASL ) il compito di garantire la salute dei cittadini con rigorosi accorgimenti e controlli, innanzitutto probabilmente come suggerito dal prof Forlani, la tecnologia  del post combustore potrebbe essere una strada percorribile , andando a incenerire  i fumi i uscita , quindi disaggregando le molecole potenzialmente cancerogene, e che ,anche se  la tecnologia è  costosa nel suo utilizzo ,permette certamente l’abbattimento della puzza e degli inquinanti.
Il percorso di trasparenza è iniziato anche e come sempre in questi casi la parola più importante passa ai cittadini.

Il presidente di AIF Ambientinforma
Dott. Monfredini Roberto

   

30/01/2016 - Spilamberto 

Abbandonare i cani…li


AIF Ambientinforma  affronta un tema, che seppure possa essere ritenuto marginale, rappresenta una
metafora del nostro tessuto sociale  e del vivere quotidiano,   in pratica il rapporto uomo /animale nel
tessuto sociale del 3 millennio , e se ancora adesso il canile rappresenti uno strumento valido per  la tutela del benessere animale e di riflesso dell’uomo .
Alla luce degli insuccessi perdurati per un ventennio ,nella tribolata idea di realizzare un canile nell’Unione Terre dei Castelli ,  della cancellazione dei progetti  partoriti con tante tribolazioni ,anche di natura legale, dei costi sostenuti ,  riteniamo come AIF che il progetto canile , in senso stretto ,debba essere ripensato con gli attori che ne hanno fatto parte in questi anni , e la rivisitazione del rapporto istituzioni /associazionismo / cani  porterà inevitabilmente a rivedere da altra angolazione lo strumento canile .
La serata ha lo scopo di illuminare , come spesso AIF cerca di fare, una problematica importante , in sintesi si cercherà di comprendere se il canile è da ritenere  una struttura che tutela il benessere animale , con le cifre non irrisorie che vengono spese ogni anno dai Comuni , o se occorre adottare tutte le leve e anche oltre , che le normative vigenti  permettono , ad es il riaffido rapido , le spese  veterinarie gratuite , alimenti gratuiti etcc , al fine di ridurre i costi e migliorare la qualità della vita degli animali , relegando il canile a pensione per pochissimi animali o nella migliore delle ipotesi eliminando la struttura  .
Saranno con noi La Presidente di Caleidos , il Sindaco di Savignano , Associazioni del volontariato che si occupano  di canili sia di  Modena che fuori Provincia , hanno dato la loro adesione all’iniziativa  sia intellettuali che il  mondo politico ,  la partecipazione numerosa dei cittadini  crediamo sia importante anche perché saranno con noi tutti gli attori di questo rapporto tribolato perdurato oltre un decennio .


20/11/2015 -  Sassuolo

Tutto giu' per Terra

 




30/10/2015 - Castelnuovo Rangone

Progetti Speranze Realta' - Piano di Sviluppo Rurale

 

 

29/05/2015 - Vignola

Sani in un mondo malato - possiamo ancora illuderci?

 

La presenza di tre relatori d’eccezione, la dott.ssa Patrizia Gentilini, il dott. Valerio Gennaro, il prof. Uliano Morandi, la presenza del Sindaco dott Mauro Smeraldi, ha permesso ad Ambientinforma AIF di realizzare una serata che ha illuminato brevemente il rapporto salute e ambiente in una terra ormai martoriata dalla industrializzazione e catalogata come la pianura più inquinata in Europa.
Si sono affrontati i temi dell’esposizione ai pesticidi fin dalla primissima infanzia, delle diossine prodotte dagli inceneritori, dello studio di Forlì in merito alle diossine, delle degenerazioni cellulari nervose dovute agli inquinanti presenti già nel cordone ombelicale che condizioneranno la vita dei nostri figli, dell’impatto che l’uso indiscriminato di sostanze chimiche può avere sulle future generazioni, ricordando il prof. Tomatis, scomparso, ma sempre vivo negli insegnamenti.
Il prof. Morandi ha aperto uno squarcio di professione medica commovente e scientifica, ha ricordato che è possibile non scollegare il paziente dall’ambiente ed ha ricordato che la professione medica deve comprendere gli insulti ambientali che l’uomo subisce nel corso degli anni, soprattutto a livello polmonare, con tabelle che sono sovrapponibili tra presenza di inquinanti e ricoveri ospedalieri.
Il prof. Gennaro ci ha dato in sintesi il quadro epidemiologico della situazione, sottolineando la distinzione tra “speranza di vita” e la “speranza di vita sana”: in sostanza, pur aumentando l’arco temporale di vita è soprattutto la vita da malati che si allunga.
Il Sindaco Smeraldi ha sintetizzato il pensiero dei relatori interpretando i dati in fattiva possibilità di collaborazione per tradurre le parole in atti concreti, al fine di diminuire l’utilizzo di pesticidi, di aumentare il biologico, di mappare la situazione sanitaria.

Il Presidente
Roberto Monfredini

29/04/2015 - Spilamberto 

TERRA: PIOVE SUL BAGNATO

 

Sala ancora una volta gremita in tutti i posti a sedere , AIF è riuscita nell’intento di coinvolgere su un tema che poteva risultare noioso , moltissimi cittadini , alla presenza anche di due Sindaci , Costanzini e Caroli , rispettivamente di Spilamberto e Savignano.
La presenza di relatori di spicco come il Meteorologo Luca Lombroso , il Geologo Matteo Berti , l’Urbanista Lorenzo Carapellese e il Sindaco di Savignano Germano Caroli , ha permesso di aprire un piccolo squarcio di luce sul tema importantissimo legato ai cambiamenti climatici ,all’effetto serra , alla fragilità del territorio ,ai movimenti franosi e alla vivibilità urbana che è in contrasto alla cementificazione selvaggia degli ultimi 20 anni .
Gli scenari futuri emersi dalla relazione del dott Lombroso , l’aumento della co2, l’effetto serra , lo scioglimento dei ghiacciai, l’auto combustione dei terreni , ed il confronto con i dati del passato ,ha permesso di fotografare lo stato attuale del nostro pianeta in modo impietoso e realista .
La relazione del Geologo Matteo Berti ha presentato i terreni come una massa in continuo movimento , instabili in ogni luogo facendo comprendere che dove appoggiamo i piedi non è detto che anche se siamo su un campo da calcio lo stesso non possa sparire in poche ore.
L’Urbanista Lorenzo Carapellese ha spaziato data la sua competenza mondiale, nella qualità della vita e la cementificazione selvaggia, nella mancanza di una pianificazione ciclabile e pedonale , nella assoluta mancanza di progettualità senza auto come avviene ormai in molti Stati, nella uccisione della vita di relazione in quartieri ghetto dormitorio con ipermercati a 5 kilometri dove per fare la spesa occorre prendere l’auto e fare la fila, in sostanza la cultura sociale e di relazione che viene soppressa .
Per ultimo ma non per importanza il Sindaco di Savignano Caroli che ha affrontato il difficile tema della responsabilità politica in queste scelte, dell’equilibrio nel quale chi amministra deve muoversi per programmare lo sviluppo del territorio ( PSC ) .
A mezzanotte la sala era ancora in fermento a dimostrazione che i temi dai relatori sono stati trattati ,in stile AIF , in modo scientifico ma comprensibile, accattivante e competente.
Ricordiamo a tutti che il 29 Maggio a Vignola con medici e studiosi tratteremo il tema salute e inquinamento .
Il Presidente AIF Roberto Monfredini

21/04/2015 - Vignola

Serata di informazione sul TTIP

 

 

Presso la sala consigliare di Vignola si è affrontato il discorso TTIP, che cos'e', come funziona, a cosa porterà...

 

27/03/2015 - Spilamberto

Le normative europee sui rifiuti di categoria 1 

 

 

Sala gremita di gente al Famigli di Spilamberto per un argomento che non entusiasma dal punto di vista dialettico , ma che ha invece un retroterra di lotta , analisi , diffide , stampa, firme, dal 2011 al 2012 che nonostante si parli di bruciatori e rifiuti riesce sempre a concentrare l’attenzione di molte persone .
La presenza del prof Rosmini dell’Università di Bologna e del dott Spinoso dell’ASL Modena servizi veterinari ha permesso di chiarire alcuni aspetti alla luce delle modifiche apportate dalla UE al regolamento veterinario .
Ad una breve carrellata iniziale degli eventi susseguitisi dal Maggio 2012 , giorno della bocciatura del progetto di Cogenerazione da parte della Provincia , arrivando fino al 15 Luglio 2014 giorno di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea del nuovo regolamento 592 , il tutto affrontato forse troppo velocemente dal Presidente AIF , ma la paura di addormentare la platea era tanta, ha seguito il dott Spinoso con il tema in oggetto dal punto di vista sanitario alla luce delle nuove normative mettendo in primo piano il fatto che difficilmente tale pratica combustiva riesce dal punto di vista ambientale ad essere realizzata in quanto la stessa Europa non ha fissato parametri e quindi vi è un vulnus legislativo non di poco conto .
Il prof Rosmini invece ha letto le variazioni normative dal punto di vista della BSE o mucca pazza, dai rischi per la salute e dalla insicurezza che determinate temperature non possano essere raggiunte ripercorrendo i fatti dalla mucca pazza agli inizi quando le temperature si abbassarono per risparmio energetico e furono eliminati i composti a basa di trielina.
La presenza in sala del dott Serioli di Parma, che da anni si batte contro un identico bruciatore a cat 3 già realizzato e malfunzionante , di reteambiente Parma, di ingegneri e Agronomi , del Sindaco che ha voluto salutare i partecipanti , di una platea altamente qualificata , di un dibattito sempre improntato alla comprensione ha fatto della serata un momento importante di informazione.
È certo che ora alla luce delle modifiche effettuate dall’Europa la combustione di rifiuti animali in motore endotermico è molto più facile da realizzare dal punto di vista normativo essendo crollati molti dei paletti che permisero la bocciatura del 2012.
È mancato incomprensibilmente l’apporto di Regione , Provincia e ARPA ,detto anche dai relatori presenti ,avrebbe apportato alla serata un grado di conoscenza maggiore in quanto le emissioni in aria con inceneritori sono una branca specialistica che abbisogna di esperti per chiarire alla popolazione che non vi sono rischi per la salute e per i prodotti coltivati .
La scelta di non partecipare speriamo sia stata solo momentanea e che alle prossime manifestazioni le tre strutture siedano con i relatori a illustrare ai cittadini le caratteristiche di nuovi impianti e i loro rischi al fine di non esprimere solo opinioni in stanze chiuse ma alla luce del sole .
Un grazie al Comune di Spilamberto per il patrocinio e a tutto il pubblico che ha voluto partecipare

Il presidente dott Roberto Monfredini   

30/01/2015 - Castelvetro di Modena

Serata informativa su Acqua e Salute 





Erano presenti due relatori, il Dott. Fabio Galli - Presidente Codacons Modena e il Dott. Armando Franceschelli del SIAN di Vignola che hanno esposto la situazione dell’acqua sul territorio di Castelvetro e dell’ordinanza dell'amministrazione di Castelvetro di divieto di uso di acqua in bottiglia nelle scuole se non dietro ricetta medica.




Nessun commento:

Posta un commento