“Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano, o i costi sono eccessivi. Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere.” Italo Calvino

Modena 16 maggio - Scuola ambasciatrice

11-13 "Gli studenti del Selmi e L' Unione Europea"  e quiz interattivo a cura dei Junior Ambassadors (classe 4 N). 
Roberto Monfredini Presidente Aif Ambientinforma


Castelnuovo Rangone - Perché non si rispettano le leggi dello stato Italiano sul 5g

La serata del 16 Aprile all’incontro sulla nuova tecnologia 5G promossa da AIF ambientinforma, insieme a Medicina Democratica , ISDE , Legambiente, RIMSA  , è stata un momento importante di vera informazione in merito ad una nuova tecnologia che nei prossimi anni ci vedrà coinvolti tutti ( ora 5 città in Italia) dato l’elevato interesse delle multinazionali delle radiofrequenze e la quasi certa sudditanza della politica in materia.



Relatore della serata il dott. Andrea Vornoli , ricercatore presso l’Istituto Ramazzini di Bologna, centro nel quale da decenni si verificano gli impatti negativi sulla salute dell’uomo di svariati composti od elementi, amianto , metalli, pesticidi , etccc
Un milione di antenne per km quadrato, questa la cappa di frequenze nella quale ci troveremo avvolti , una scatola di trasmissione ogni 100 metri, insieme ai risultati concomitanti e sovrapponibili sui ratti in laboratorio, degli studi effettuati in USA e al Ramazzini su determinate cellule con esposizione per 3 anni al 2G, risultati che sono stati portati in Parlamento dal Ramazzini stesso pochi mesi fa in Commissione insieme a Legambiente e ISDE medici per l’ambiente nell’audizione della Commissione ad oc



Il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE e il Consiglio di Stato
Sentenza del Consiglio di Stato n. 2495 del 2015
“L’applicazione del principio di precauzione comporta dunque che, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da una attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri debba tradursi in prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali
Come noto, il richiamato principio di precauzione fa obbligo alle Autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l'ambiente, ponendo una tutela anticipata rispetto alla fase dell'applicazione delle migliori tecniche proprie del principio di prevenzione”.

Siamo ormai abituati purtroppo a scrivere leggi o a delegare al Consiglio di Stato di scriverle per poi non tenerne conto, forse in questo caso sarebbe opportuno che le leggi fossero utilizzate per tutelare la salute fino in fondo , senza creare nessun allarme,  visto anche che molte regioni in UE stanno fermando la sperimentazione del 5g, Bruxelles compresa, in quanto viene violato il principio che riporto del consiglio di Stato e anche l’art 191 del Trattato UE
Utile sarebbe accogliere il grido di allarme lanciato dal Presidente del Comitato Scientifico  di ISDE  dott. Agostino di Ciaula che rivolgendosi al Presidente del consiglio con una lettera accorata così concludeva:
Un minimo di prudenza sarebbe stato opportuno. Sarebbe stato opportuno che la somministrazione senza consenso informato del 5G fosse stata preceduta da un coinvolgimento concreto degli enti deputati alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Ministero dell’Ambiente, ISPRA/ARPA), dalla previsione di adeguati protocolli di monitoraggio, da una valutazione di rischio che tenga in adeguata considerazione le evidenze scientifiche disponibili, da una revisione in senso più cautelativo della inefficace normativa vigente e dall’adozione di tutte le misure utili a ridurre l’esposizione soprattutto dei soggetti più vulnerabili. A chi mi accuserà di allarmismo chiedo cosa sia peggio: essere allarmisti semplicemente perché si propone prudenza sulla base delle evidenze scientifiche disponibili o essere incoscienti e sottostimarle o addirittura ignorarle completamente in attesa di possibili danni misurabili solo a posteriori ? Le lezioni del passato sono importanti e non imparare dagli errori commessi è un lusso che non possiamo più permetterci.
Dott. Agostino Di Ciaula
Presidente Comitato Scientifico ISDE Italia (medici per l’ambiente)


Roberto Monfredini 
Presidente AIF Ambientinforma

Modena - ROGO RIFIUTI, PICCO DI DIOSSINE TRE VOLTE SOPRA LA NORMA

Tratto da TV Modena QUI

Il picco di diossine e furani registrato nelle 18 ore immediatamente successive all'incendio di via Caruso è stato di oltre tre volte superiore a quello normalmente preso di riferimento. Abbiamo sentito il parere dell’oncologa di ISDE, molto attiva nella divulgazione, Patrizia Gentilini
Il maxi rogo che domenica ha visto bruciare circa 200 tonnellate di rifiuti ha fatto registrare un picco di diossine e furani pari a 511 femtogrammi per metro cubo, cifra di oltre tre volte superiore al valore normalmente preso di riferimento, pari a 150 femtogrammi. Ora le analisi sul rogo si concentreranno sui campioni di terreno vicini alla sede di Herambiente al fine di verificare l’eventuale presenza di sostanze tossiche ricadute sul suolo e in grado, come dice l’oncologa Patrizia Gentilini, di entrare nella nostra catena alimentare. La dottoressa di ISDE, l’associazione Medici per l’Ambiente, leggendo il bollettino di Arpae ha tuttavia notato come manchino i risultati relativi ad altre sostanze tossiche.
Nel link in alto il video l'intervista a Patrizia Gentilini, Oncologo della giunta esecutiva associazione Medici per l’Ambiente


Medicina Democratica - Rivista Web Gennaio 2019 - Pag 15 - EMILIANA ROTTAMI di Roberto Monfredini

EMILIANA ROTTAMI (San Cesario – Reggio Emilia) AD UNA SVOLTA: LʼAPPORTO DI MEDICINA DEMOCRATICA E DI ISDE
Sta volgendo al termine una lunga e snervante battaglia tra cittadini, proprietà, istituzioni , associazioni, durata oltre 30 anni, nella quale il territorio è stato ritenuto il bidone dei rifiuti, in questo caso il vetro , ed i timbri e le autorizzazioni o le micro sanzioni erano il pass per continuare a ritenere che tale deposito di vetro fosse non una DISCARICA ,ma un centro trattamento per materie prime seconde atte al recupero.
Si sono occupati tutti i media nazionali e locali per anni di questa situazione nella quale i cittadini prossimi allo stabilimento lamentavano bruciori e gonfiori ad occhi e vie respiratorie, forme asmatiche e sintomi che difficilmente si sarebbe potuto attribuire con correlazione certa allʼimpianto in questione.
Negli ultimi due anni sia la conferenza dei Servizi che le relazioni ARPA e AUSL ad essa collegata hanno dimostrato la presenza di valori elevatissimi mediante aspirazione per giorni di particelle di polvere di vetro ( 24.000 particelle per mc) nelle aree circostanti e lʼAUSL ha confermato che potevano sussistere problematiche relative alla salute delle persone.
Questi pareri, certamente hanno giocato un ruolo determinante nella ultima AIA emessa nei confronti della ditta con vincoli restrittivi quali la integrale copertura dei cumuli di vetro macinato visibili anche dalla autostrada A1. Una vicenda assurda che getta fango sulle attività finalizzate a riciclare quanto raccolto in modo differenziato dai cittadini : nellʼarco degli ultimi cinque anni i quantitativi di vetro in giacenza presso lo stabilimento di via Bonvino sono aumentati di circa il 50% passando da 80.840 tonnellate a 123.498 tonnellate.
Presso lo stabilimento di via Verdi, Arpae ha più volte richiesto la riduzione dei cumuli di rifiuti vetrosi trattati ma senza risultati visibili e nonostante il palese mancato rispetto delle norme sia sui tempi di stoccaggio che sulla prevenzione di emissioni diffuse dai sistemi di deposito (semplici cumuli sempre più alti allʼaperto).
Non irrilevante è stato certamente lʼapporto che Medicina Democratica ha dato nella realizzazione della serata informativa del 10 Ottobre 2016, centrato sull ʼaspetto della Salute e che senza creare allarmismi con medici qualificati anche di ISDE, si è affrontato lʼaspetto delle polveri di vetro nellʼalbero respiratorio e le conseguenze sulla salute.
Riporto il comunicato successivo a tale incontro:
Tanta gente e tanta rabbia. Se qualcuno pensa che i cittadini di San Cesario siano rassegnati a respirare polvere di vetro, si sbaglia. Questo è quanto emerso ieri sera, nella serata organizzata dallʼAssociazione “Ambientinforma”, che ringraziamo, per informare sulle possibili conseguenze per la salute pubblica, dopo che le ultime analisi di Arpa hanno rilevato in centro abitato la presenza di polveri di vetro inalabili e respirabili. I cittadini non possono accettare che, in tanti anni, non siano stati presi provvedimenti efficaci nei confronti della ditta Emiliana Rottami, che anzi, recentemente,
è stata autorizzata fino al 2031. Ben poco è stato fatto sul fronte della prevenzione, come
rimarcato dagli stessi relatori, Prof.ssa Borella dell ʼUniversità di Modena, Prof. Morandi, primario di chirurgia toracica al Policlinico di Modena e Dott. Miserotti, dellʼAssociazione Medici per lʼAmbiente.
Respirare polveri di vetro fa male. Non stiamo parlando di polveri che con un colpo di tosse vanno via, quelle rilevate in paese entrano nei polmoni e possono andare in circolo raggiungendo altri organi. LʼUSL lo ripete da anni, gli stessi relatori ieri sera lʼhanno ribadito più volte, le polveri di vetro sono inalabili e respirabili, i rischi per la salute pubblica, in particolare per i soggetti più sensibili quali bambini e anziani, non possono essere esclusi. Presente in sala il Sindaco, Gozzoli, contestatissimo ed in evidente difficoltà. Perché dopo quarantʼanni, i cumuli di vetro dello stabilimento di via Verdi sono ancora scoperti? E pensare che sono proprio in fronte ad una zona residenziale, ai campi sportivi frequentati ogni giorno da centinaia di bambini? Cosa respirano questi bambini? Tutto quello che hanno potuto fare i nostri Amministratori è stato unicamente far coprire i cumuli di via Bonvino, con teli raffazzonati, che svolazzano da tutte le parti, come riferito da un residente della zona. La rabbia è tanta, ma i cittadini non mollano e chiedono, al pari dei Relatori e del Presidente di AIF, Roberto Monfredini, lʼadozione di provvedimenti efficaci nei
confronti della ditta, affinchè venga finalmente fatto rispettare il principio di precauzione. Le ordinanze dei nostri Sindaci, fino ad oggi, a cosa sono servite, se cʼè mai stato il coraggio di farle rispettare?
Entro Gennaio 2019 si dovrebbe concludere un iter normativo / amministrativo con scelta del concordato/ fallimento, arrivando al capolinea di una situazione che non era certamente sostenibile, abbandonata persino dal Gestore Rifiuti negli ultimi anni, e che potrebbe mettere la parola fine ad una situazione surreale nella quale quando negli anni passati il vetro in RER veniva recuperato al 90% , Modena aveva valori dal 30 al 50 %. Certamente ora lʼaspetto più importante risiede nella tutela del posto di lavoro o nella sua mobilittà , e di questo vedremo cosa le forze istituzionali e sociali saranno
in grado di mettere in campo, bonificando anche lʼarea che non può certamente restare tale.
Roberto Monfredini - Modena